FIBROMIALGIA: COS’E’ E COME CURARLA!

Fibromialgia: Un’Analisi Approfondita delle Possibili Cause e Terapie

La fibromialgia  è una patologia invalidante, complessa e sfuggente, caratterizzata da sintomi cronici che includono dolore diffuso, fatica, disturbi del sonno e dell’umore. 

Spesso, questa condizione è considerata di origine sconosciuta, ma in realtà alla base ci sono uno o più fattori che vanno a innescare e/o alimentare un infiammazione cronica sistemica, responsabile della sintomatologia. 

La Fibromialgia come la maggior parte delle malattie croniche moderne nascono da uno stato di infiammazione, di grado più o meno alto, legato ad una alimentazione sbagliata e ad uno stile di vita non consono con la nostra natura.

Vivere secondo natura significa riportare, per quel che è possibile, il nostro complesso sistema organismo nelle condizioni a cui è abituato nel corso della sua evoluzione di milioni di anni di esseri umani e di miliardi di anni di esseri vienti in simbiosi con le complesse ma perfette regole della natura. In parole povere: più viviamo e ci nutriamo in maniera simile a come ci siamo abituati nel corso della nostra evoluzione, più il nostro organismo ritrova le condizioni per vivere e “funzionare”al meglio.  

Ciò spesso contrasta con le nostre convinzioni, con le credenze di una società sempre piu tecnologica e artificiale, con le nostre abitudini, con la nostra “comfort- zone”, che ci hanno allontanato dalle nostre origini. 

Porre la giusta attenzione, impegnarsi in maniera convinta e decisa a questi aspetti prendendo i giusti provvedimenti e riprendendo in mano la nostra vita, porta ad un miglioramento o addirittura ad una scomparsa della patologia di cui si soffre. 

In questo articolo esamineremo quali sono i fattori e quali le possibili cause organiche che entrano in gioco nella fibromialgia. 

Dieta e Fibromialgia: Il Ruolo Cruciale dell’Alimentazione 

Una delle prospettive chiave riguarda l’importante legame tra la salute della parete gastro-intestinale e i sintomi della fibromialgia. Un nutrimento adeguato secondo natura, secondo abitudine evolutiva, gioca un ruolo fondamentale nel fornire sollievo e migliorare la qualità di vita. Il principio base è sicuramente l’eliminazione di cibi processati, raffinati, industriali, modificati e ricchi di additivi. L’assunzione di questi cibi, infatti può (soprattutto nei più sensibili) innescare infiammazione e conseguente aumento della permeabilità della parete intestinale (leaky gut syndrome o sindrome dell’intestino “colabrodo”) e conseguente passaggio in circolo ematico di tossine, scatenando così un infiammazione cronica sistemica (cioè in varie parti del nostro organismo) con la più svariata sintomatologia. 

Il glutine, la caseina, gli zuccheri, l’eccesso di fruttosio, il glutammato (ovvero un neurotrasmettitore eccitatorio e spesso presente in cibi come salse, brodi, formaggi e cibi pronti), l’eccesso di alimenti istaminergici, sono tra i maggiori responsabili del peggioramento del quadro infiammatorio. 

Inoltre, è stato dimostrato che i bassi livelli di magnesio, zinco e vitamina b12 sono associati a una maggiore sensibilità al dolore nei pazienti con questa patologia; dunque, è sempre meglio integrare la dieta con alimenti ricchi di questi micronutrienti, come noci, semi, carne “grass fed” (animali liberi, cresciuti ad erba, o comunque liberi all’aperto), verdure a foglia verde o integratori biodisponibili di qualità, che possono contribuire a ottimizzare i livelli e fornire un beneficio terapeutico. È essenziale anche supportare la salute della mucosa intestinale con nutrienti come la vitamina A, la glutammina, l’inulina, i probiotici e i prebiotici… L’integrazione di nutrienti come gli omega-3  e il triptofano può svolgere un ruolo importante invece nel ridurre l’infiammazione e promuovere il benessere generale. 

Altri ancora, come il coenzima Q10, la melatonina e l’acido acetil-L-carnitina, possono invece migliorare la produzione di energia nei mitocondri (la cui importantissima funzione è compromessa nel fibromialgico) e ridurre l’attivazione del sistema immunitario cerebrale.

Secondo questa visione della fibromialgia viene offerta una prospettiva alternativa, mettendo in discussione l’idea che sia una malattia puramente psicosomatica, esistono infatti prove di alterazioni obiettive nel tessuto muscolare, di compromissione del sistema ipotalamo-ipofisi-surrene e un aumento di sostanze infiammatorie nel cervello dei pazienti affetti. 

Ma quali i fattori da indagare?

Novità più recenti e affascinanti emergono da studi che suggeriscono come questa patologia possa derivare da una disfunzione metabolica e infiammatoria nel corpo, andando oltre il mero aspetto psicologico. Tra i fattori scatenanti o che comunque concorrono al peggioramento della sintomatologia bisogna indagare se ci sono infezioni persistenti e latenti  (borrelia, ebv, cmv, hzv, parassitosi..), carenze micronutrizionali, distiroidismi (avere un dosaggio degliormoni tiroidei entro un range di normailtà non è garanzia di una tiroide perfettamente funzionante, vanno quindi ben interpretati), stress cronico, stress ossidativo, intossicazione da metalli pesanti, deficit del microcircolo, disfunzione mitocondriale.. La presenza di SIBO, per esempio, una condizione in cui si verifica una crescita eccessiva di batteri nel piccolo intestino, il malassorbimento di nutrienti, la produzione di gas e tossine e l’infiammazione intestinale, potrebbe giocare un ruolo fondamentale nel quadro della fibromialgia. Un ambiente intestinale così disfunzionale infatti va a promuovere una risposta infiammatoria sistemica nell’organismo. Questa infiammazione cronica, a sua volta, svolge un ruolo significativo nell’ipersensibilizzazione del sistema nervoso centrale, aumentando la percezione del dolore nei pazienti con fibromialgia. 

Fibromialgia: Un Percorso Olistico Verso il Benessere 

La fibromialgia è una patologia complessa e sfuggente, ma gli aspetti analizzati in questo articolo ci offrono preziose informazioni riguardo alle sue possibili cause e approcci terapeutici. 

Un approccio terapeutico olistico, che coinvolga sia aspetti nutrizionali che terapie complementari detossificanti e rigeneranti, può essere essenziale per ottenere risultati positivi nel trattamento della fibromialgia.  Riacquisire quindi uno stato di salute ottimale e stare bene con se stessi ci permette di conseguenza di migliorare i rapporti interpersonali con chi ci sta vicino apprezzando meglio la bellezza della Vita.

Argomenti di cruciale importanza per controllare e ridurre l’infiammazione, ridurre la sensibilizzazione cerebrale al dolore e quindi migliorare la qualità di vita sono per esempio:

  • La dieta e il supporto della mucosa intestinale
  • La modifica di alcune abitudini di vita quotidiana
  • L’integrazione e la detossificazione mirata e personalizzata secondo prescrizione specialistica
  • Il reset dei bioritmi circadiani con la giusta esposizione alle luci naturali e artificiali
  • Il potenziamento della funzionalità mitocondriale
  • La gestione delle luci e delle onde E.M. in casa  e in ambiente di lavoro
  • Il perseguire un ottimale ossigenazione periferica (tramite ossigeno- ozonoterapia, camera iperbarica, biossido di cloro, attivita fisica, esercizi respiratori..)
  • Il ridurre l’esposizione a elementi tossici/chimici/cosmetici..
  • La gestione dello stress attraverso la terapia cognitivo-comportamentale e tecniche di rilassamento come la meditazione e lo yoga

Sembrerebbe un iter complesso, ma se organizzato, guidato, dandoci i giusti tempi un passo alla volta, con il giusto impegno e determinazione, con fiducia e pazienza, ci condurrà via via ad una sempre migliore qualità di Vita.

 

Studi Scientifici:

Fibromialgia

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